Deledda e Fallaci, narratrici del proprio tempo

Tra le donne italiane più famose in Italia e nel mondo, soprattutto quello amante della narrativa e dell’attualità, vi sono Grazia Deledda e Oriana Fallaci. Nonostante siano vissute in due epoche molto diverse fra loro, entrambe sono riuscite a manifestare il proprio sentimento dell’epoca in cui vissero in modo tale da guadagnare un’alta considerazione da parte del pubblico. Qui di seguito, ripercorriamo in breve la storia di queste due grandi scrittrici, oltre che importanti donne italiane.

Grazia Deledda

Grazie Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 1871 – Roma, 1936), meglio conosciuta semplicemente come Grazia Deledda, fu una scrittrice che vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1926, diventando anche la prima donna italiana ad essere insignita di tale riconoscimento.

Nata a Nuoro, in Sardegna, crebbe in un ambiente agiato, colto e letterato. Suo padre, infatti, oltre a fare l’imprenditore nel commercio e nell’agricoltura, si interessava di poesia, aveva fondato una tipografia e stampava una rivista. Grazia Deledda poté quindi permettersi un’istruzione privata, da parte di un professore ospite della famiglia, che le insegnò le basi di italiano, latino e francese. La sua formazione proseguì in modo autodidatta, che si perfezionò con l’incontro dell’archivista e storico Enrico costa, che ne comprese il talento e che la stimolò alla scrittura.

Le sue opere vennero inquadrate nel Verismo e successivamente nel Decadentismo. La sua poetica vedeva come temi principali l’etica patriarcale del mondo sardo e le sue atmosfere fatte di affetti intensi e selvaggi. Nei suoi racconti emergevano elementi circa il fato, il peccato, la colpa, la contrapposizione tra il bene e il male, il sentimento religioso.

Quando nel 1926 ricevette il premio Nobel, la motivazione fu “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano.”

Oriana Fallaci

Diversamente da Grazia Deledda, Oriana Fallaci (Firenze 1929 – 2006) è stata una scrittrice d’attualità e di approfondimento sociale e politico, che ha raccontato i tempi più moderni. Quindi, le storie di Oriana Fallaci non erano inventate o ispirate alla realtà come nei racconti narrativi, ma storie reali, vere, affrontate con un’efficace schiettezza, a volte cruda come le stesse storie raccontate e vissute.

La sua narrazione del mondo in cui ha vissuto, di ciò che ha visto e vissuto, ha trovato riconoscimento nelle oltre venti milioni di copie vendute complessivamente, dei suoi 12 libri. Ad esso si aggiunga anche la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte da parte della Presidenza della Repubblica).

La partecipazione di Oriana Fallaci alla vera vita iniziò fin dagli anni della guerra, durante i quali partecipò da giovanissima alla Resistenza Italiana. Inoltre, fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale.

Oriana Fallaci intraprese il campo del giornalismo, quello attivo, sul campo. Anche quando non vi si trovava, sembrava comunque come se vi fosse. Celebri sono i suoi report sul Vietnam, dove si recò per conto de L’Europeo,  documentando menzogne e atrocità, oltre che eroismi e umanità, in un conflitto che la stessa Fallaci definiva come una sanguinosa follia. Ancora, nel 1968 fu creduta morta a seguito della sparatoria in Piazza delle Tre Culture a Città del Messico (massacro di Tlateolco), e fu portata per questo in obitorio, dove un prete si accorsa che era ancora viva.

Ovunque si svolgeva la storia, la Fallaci c’era dentro fino al collo. Allo stesso modo, si trovava a New York durante l’attacco dell’11 settembre 2011 alle torri gemelle. Da quel momento, Oriana Fallaci presagì (com’è successivamente realmente avvenuto) l’inizio di una nuova epoca di terrorismo, attaccando aspramente le dottrine islamiche. Proprio a seguito di quell’attacco, le condizioni di salute della scrittrice peggiorarono pesantemente, fino alla morte avvenuta nel 2006.