Rita Levi Montalcini

Tra le donne italiane più famose in Italia e nel mondo emerge la figura di Rita Levi Montalcini (Torino, 1909 – Roma, 2012). Il culmine della sua popolarità fu il riconoscimento del premio Nobel per la medicina, ottenuto nel 1986. Questo è uno dei tanti riconoscimenti che questa grande donna ha avuto nella sua lunga e importante carriera di neurobiologa e di costante ricercatrice.

Il premio Nobel per la medicina

Nel 1986, Rita Levi Montalcini entra a far parte di quella piccola élite di grandi donne italiane insignite del premio Nobel per il proprio lavoro. Prima di lei, l’unica altra donna ad ottenere tale riconoscimento fu Grazia Deledda, Nobel per la letteratura.

Fu negli anni ’50, negli Stati Uniti dove si trovava già in qualità di insegnante e ricercatrice in Neurobiologia, che Rita Levi Montalcini arrivò alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa (NGF). Per tale scoperta, il riconoscimento internazionale arrivò soltanto 30 anni dopo, con la vittoria dell’ambito premio Nobel.

A seguito di tale riconoscenza, ne arrivarono altre, tra cui l’ammissione alla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2001, invece, fu nominata senatrice a vita per il Senato Italiano dal Presidente della Repubblica, con la motivazione di “aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”.

L’approdo negli USA, come tanti altri

L’evoluzione degli studi di Rita Levi Montalcini si deve, così come in tanti altri casi di Nobel italiani, all’approdo negli USA, dove ha potuto specializzarsi nei propri studi e soprattutto effettuare ricerche di alto livello. Già nel 1947 ottenne la cattedra di docente di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University, continuando al tempo stesso le proprie ricerche embrionali  portando sul terreno sperimentale il problema delle relazioni tra neurosviluppo e periferia organica. Alla fine, riuscì a spigare la differenziazione dei neuroni e la crescita di fibre nervose, l’esistenza di fattori liberati da altre cellule capaci di avere il controllo su questa differenziazione.

Continuando in questa direzione, arrivò ad ottenere sempre più informazioni sulla molecola proteica tumorale, riguardanti i meccanismi di crescita e differenziazione cellulare, il cosiddetto Nerve Growth Factor (NGF). Il suo studio si sarebbe poi rivelato fondamentale per la comprensione del cancro, dell’Alzhaimer e del Parkinson.

Apporto all’Italia

Rita Levi Montalcini è stata la più grande protagonista in termini di apporto alle ricerche di neurobiologia in Italia. Infatti, fondò un gruppo di ricerche e dal 1961 a l969 diresse il Centro di Ricerche di Neurobiologia creato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), presso l’Istituto Superiore di Sanità sito a Roma. Nel corso degli anni ha rivestito i ruoli di Guest Professor e “super esperto” in diverse istituzioni. In pratica, era diventato un patrimonio di tutti e soprattutto per gli studiosi di neurobiologia.

Rita Levi Montalcini morì nel 2012, all’età di 103 anni. Al compimento dei 100 anni disse: “Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.” E che mente, potremmo aggiungere noi.